Klorinda
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Il fico non ne voleva sapere. Jonni provò a fermarlo inutilmente col forchettino da tutti I lati. Quel fico troppo maturo sembrava un polipo vivo. Provò a fare qualche incisione col coltellino nella buccia, un fiasco, oltretutto come capita nei ristoranti il coltellino da fico era poco affilato. Clorinda era nervosa, chiaramente insoddisfatta di come si stavano mettendo le cose. Questo peggiorava la situazione. Un uomo ha bisogno di una donna responsabile e comprensiva al suo fianco, specialmente quando cerca di sbucciare un fico. Il tuono non giunse inatteso, era stato preceduto da lampi. -A questo punto credo che la nostra storia non abbia un futuro-, disse calma Clorinda. Per una volta tanto Jonni prese le cose nel verso giusto. Prese il fico con la mano e se lo mise in bocca intero con la buccia. Strofinò la mano sulla manica della camicia, dopo essersi lavate le dita nel bicchiere del vino. Ruppe il bicchiere dell'acqua col cucchiaio per attirare l'attenzione del cameriere. Voluttuosamente masticando il fico gridò - Avete mica un bel pezzo di pecorino romano? quello con la lacrima. -
CLORINDA ROMANTICA La serata era tiepida, e densa, tanto che si poteva metterla in una bottiglia. Il duello procedeva guardingo con affondi ponderati. Clorinda era in grande difficoltà, gli occhi di Jonni scrutavano e vagliavano, dentro e fuori. Ma la corazza era impenetrabile. Con un sospiro di sollievo arrivò la frutta. Jonni, schiena rigida ed omeri allineati con geometrica precisione al torace, si servì un fico nel piattino dal bordo dorato, decorato da un'improbabile barchetta. Lo aggredì con un coltellino male affilato. "Mio dio" pensò Clorinda "questo tipo toglie al fico la parte migliore, e quel che è peggio ignora che il fico si mangia con le mani.". - A questo punto credo che la nostra storia non abbia futuro - disse calma Clorinda. Per una volta tanto Jonni prese le cose nel verso giusto. Prese il fico con la mano e se lo mise in bocca intero con la buccia. Strofinò la mano sulla manica della camicia, dopo essersi lavate le dita nel bicchiere del vino. Ruppe il bicchiere dell'acqua col cucchiaio per attirare l'attenzione del cameriere e voluttuosamente masticando il fico intero gridò - Presto, il conto, devo uscire a baciare Clorida. - Una risata liberatoria scosse Clorinda che con la mano abbronzata alzò la celata dell'elmo e disse a sua volta ad alta voce: - Ti ricorderai di mettermi le mani sul culo, mentre mi baci?-
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