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Emigrare in Giordania, rimpiangere l' Iraq. AMMAN, Giordania -- Per Edmond Arssen Eskendrian, la vita era dura a Bagdad. Ma è più dura a Amman. Eskendrian se ne è andato dall’ Irak un anno fa, ha messo la famiglia sulla macchina, ha lasciato la casa guidando fino ad Amman. Pensava che i suoi collegamenti con gli stranieri ed i suoi anni di lavoro in una un'ambasciata straniera a Baghdad lo aiutassero a farsi una nuova vita in una nuova città - la città dei sogni e della grande occasione, nella sua fantasia. Ora, senza lavoro e con i risparmi che si assottigliano, le speranze degli Eskendrian si sono sbiadite. Baghdad è ancora una città troppo pericolosa per tornarci, ed ad Amman sta diventando sempre più duro rimanere. Gli Iracheni qui sono incolpati dell’ inflazione e dei prezzi stratosferici delle case, ma anche delle bombe del terrorista che hanno ucciso e lasciato i segni a tre hotel in novembre. Ma ora la situazione è precipitata. Con l'aumento dei rapimenti e degli assassini in Irak, e con l'inizio delle vacanze estive, molte centinaia di Iracheni stanno arrivando giornalmente alla frontiera Iraq-Giordania o all'aeroporto della regina Alia, Amman esterna. L'afflusso ha cambiato drammaticamente Amman, particolarmente la sua economia. Secondo le agenzie immobiliari di Amman, dal 2005 gli affitti hanno quadruplicato ed è diventato più duro sia per i giordani che per gli Iracheni trovare casa. Gli Iracheni sono dappertutto nelle vie, nei negozi, nei caffè. Il loro dialetto caratteristico schiocca nelle conversazioni, dal Centro commerciale di Mecca, la bonanza dello shopping, ai saloni degli hotel a cinque-stelle in cui gli uomini d'affari si riuniscono . In un appartamento nel cuore di Amman, Eskendrian, un cristiano di 52 anni, ha ricordato la sua vita come autista per l'ambasciata italiana a Baghdad. Dopo l'invasione U.SA nel 2003, conduceva una vita facile, faceva $200 al mese, anche se doveva portare i diplomatici tra gli attentati e le bombe dal bordo delle strade, per le vie misere di Bagdad ed alle province più lontane. Ma un anno fa, la sua famiglia ha ricevuto un avvertimento, una lettera diceva che sarebbe stato ucciso e la sua casa bruciata se non smetteva di lavorare con gli infedeli . I racconti con la voce di sapodilla Nostalgia di baghdad
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