RACCONTI BREVI
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RACCONTI
Sigaro avana jg Sapodilla
Mi ero fermato solo per accendere il sigaro nel modo giusto. Ma la ragazza non lo aveva capito. -Portami dove ti pare aveva detto -. La sua valigia nera sfondata aveva trascinato la ragazza e il suo vestitino corto giallo fino allo sportello della mia limousine scoperta. Mentre saliva le avevo guardato il sedere. Lei aveva sorriso contenta. -Mi chiamo Daniella.- All’improvviso la pioggia mi aveva trasformato in un pesce bollito. Il caldo faceva evaporare e gocce che rimbalzavano sulla strada. Le moto della polizia si erano fermati sotto i ponti. I poliziotti a terra senza casco erano di nuovo disgraziati da due soldi. La ragazza aveva cominciato a cantare una storia di banane fritte nello sciroppo di zucchero. -Siamo arrivati al distributore di benzina. Puoi fare quello che ti pare per dieci minuti.- -Devi spegnere il sigaro. Per cinque dollari ti faccio vedere il mio sedere, ma senza toccare.- Mi ero messo il sigaro spento nel taschino della camicia, con cura, prima di scendere.
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