RACCONTI BREVI                                                                                          

 

 RACCONTI

 

 

                                                   

                                 Sigaro avana     jg  Sapodilla

 

Mi ero fermato solo per accendere il sigaro nel modo giusto. Ma la ragazza non lo aveva capito.

-Portami dove ti pare aveva detto -. La sua valigia nera sfondata aveva trascinato la ragazza e il suo vestitino corto giallo fino allo sportello della mia limousine scoperta.

Mentre saliva le avevo guardato il sedere. Lei aveva sorriso contenta.

-Mi chiamo Daniella.-

All’improvviso la pioggia mi aveva trasformato in un pesce bollito. Il caldo faceva evaporare e gocce che rimbalzavano sulla strada. Le moto della polizia si erano fermati sotto i ponti. I poliziotti a terra senza casco erano di nuovo disgraziati da due soldi.

La ragazza aveva cominciato a cantare una storia di banane fritte nello sciroppo di zucchero.

-Siamo arrivati al distributore di benzina. Puoi fare quello che ti pare per dieci minuti.-

-Devi spegnere il sigaro. Per cinque dollari ti faccio vedere il mio sedere, ma senza toccare.-

Mi ero messo il sigaro spento nel taschino della camicia, con cura, prima di scendere. 

                                                                                                                                                         

                                                                                                       

 


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Ultimo aggiornamento: 27-01-10.