Ronde Padane                                                                                          

RACCONTI BREVI                                                                                                        

                                           J G Page   RONDE PADANE

- Come sei bello.- Gli occhi ammirati di Concettina scrutano ansiosi il giubbetto verde fosforescente di Gennarino, alla ricerca di un infame granello di polvere. Gennarino è distratto, egli scorre la sua immagine nello specchio. Il suo berretto a scacchi della Lega per la Libera Scozia è quanto d meglio, ma le scarpe da ginnastica sono tutto un dispiacere, ma si tratta di aspettare solo il mese prossimo quando si sarebbe comprato gli stivali.

Concettina lo abbraccia e lo stringe a sé.

- Ma questo lavoro è sicuro, non è che lo perdi? Non ne posso più di lavori precari.- E arriva la pioggia di pianto dirotto.

Gennarino studia come nascondere le scarpe da ginnastica mettendo un piede dietro l’altra gamba.

- Concettina, noi siamo le Ronde Padane del Vesuvio, impiegati comunali. Piuttosto gli altri sono arrivati?-

Concettina si asciuga le la lacrime col grembiule da cucina.

- Sono di sotto al portone del palazzo, aspettano da mezz’ora, tre Rondinelle e quattro terroristi arabi.-

 

All’armi

Gennarino bussa ed entra senza aspettare.

- Possiamo entrare?-

Ludovico Saporito, capo-servizio Ronde e Ricompense, finge di non vedere e non sentire, mentre sfoglia certe carte importanti sulla sua scrivania. Ma Gennarino lo travolge, punta l’indice su uno del suo seguito.

- Guardate cosa vi ho portato: Abdul di Kabul, il noto terrorista ricercato, e tre dei suoi fidi accoliti. Tutti in catene e bendati.-

Il suo interlocutore lo ignora e allora Gennarino si volge di scatto ai suoi, alto e teso il braccio destro verso il cielo..

- A chi la Padania Libera?- 

- A noi.- Gridano all’unisono sull’attenti due dei compari, solo il terzo fa cenno con la mano di attendere, sta finendo di mangiare una pizza napoletana.

Ludovico Saporito, capo-servizio Ronde e Ricompense, si riscuote e sospira, indica con la mano uno dei terroristi arabi.

- Gennarino chi si cela dietro quella benda?- chiede.

- Abdul di Kabul.- Conferma Gennarino.

- Antonio Citrulo, tuo cognato.- Lo corregge Saporito.

Attimi di incertezza, si ode solo un cartoccio che vola nel cestino, è la carta oleata della pizza. Saporito riprende asciutto e conciso.

- Come siete entrati, così ve ne uscite. La prossima volta voglio vedere facce nuove.-

Gennarino fa di sì con gli occhi e si avvia alla porta, la fucilata lo coglie alle spalle a tradimento.

- Mia moglie ha detto che l’ultima volta la mozzarella non era fresca,- sogghigna Saporito.

Gennarino alza le mani in segno di resa, mesto esce in silenzio il corteo, solo si ode il tintinnar delle catene che legano i terroristi arabi._

 

 

 

 

 

                                                                                                       

 


Home | Cerca | TESTATE FAMOSE | VINTAGE | RACCONTI BREVI


Per problemi o domande su questo sito Web contattare giovanni.dicristofano@tin.it.
Ultimo aggiornamento: 27-01-10.