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Racconti
brevi
TAPPO COLORATO Appare per primo il canarino, poi il cappellino viola sul
quale il canarino ha il nido. quindi gli occhialetti, dietro i quali si
strizzano due occhietti a metà tra tortorella e falchetto, finalmente il
registro che la nasconde si posa sulla cattedra per lasciar apparire in tutta
la sua artistica freschezza la faccetta di rossa e gialla, le labbruzze rosa.
Tappo Colorato ha finito l’appello e cala il registro dietro il quale si era
celata. Ho l’ardire di chiamarla solo ora Tappo Colorato, ora che insegna
latino agli angeli, presumo. Cherubino, presente. Serafino, presente.
Gabriele, Gabriele... ..Gabriele assente. Non è una buona idea assentarsi
dalla scuola quando l’appello della prima ora é nelle mani di Tappo Colorato.
-Qualcuno di voi conosce Gabriele? Come mai é alla seconda assenza? Silenzio.
-Bene, ne parlerò al preside. - Fine. Non vogliamo vagabondi e acchiappanuvole
a scuola, sottinteso. La manina ben curata di Tappo Colorato prende i fogli
protocollo ben ripiegati e ben in ordine l’uno sull’altro in fascio. Il
compito di latino é stato corretto e riportato. Si attendono i voti e i
commenti di Tappo Colorato. Non tutti i cuori dietro i banchi sono in
angoscia, rosi dall’attesa e dai sensi di colpa. Il Piccolo Latinista guarda
con malcelato disprezzo i compagni tremebondi. Egli è consapevole di aver
compreso tutto il brano, e di averlo tradotto anche con una certa
raffinatezza. Il piccolo Latinista si attende un Otto come minimo, ma ardisce
anche puntare su un Dieci. Arrivano i Quattro, consegnati con occhi furibondi
ai reietti che si recano a capo chino alla cattedra per ritirare. Certo non é
bello godere delle disgrazie altrui. Il voto di Mazzantinocci é sette, non si
sapesse che è il cocco di Tappo Colorato, donnina di solito imparziale.
Nessuno é perfetto, neppure Tappo Colorato ci arriva.
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